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A partire dagli anni 70, i neuroscienziati ci stanno dimostrando che per sostenerci non è necessario lo scheletro del piede.  E’ invece importante la pelle del piede  perchè rappresenta il radar del nostro cervello.

Il cervello per potersi coordinare nello spazio ha bisogno di ricevere delle informazioni che partono dal basso:  è la pianta dei piedi – quindi la pelle ed i muscoli dei piedi – che dà stabilità al sistema posturale.

Ecco che, quando blocchiamo le informazioni con delle pressioni anomale  possiamo bloccare il lavoro funzionale del sistema posturale.

Noi siamo fatti in modo semplice: abbiamo lo scheletro – il nostro apparato di sostegno – che per svolgere tale funzione ha tuttavia bisogno dei muscoli.

Il muscolo, insieme alla fascia e al nervo, forma il sistema neuro-mio-fasciale che può essere visto come una sorta di “vestito di gomma” intorno alle ossa.

Questo vestito di gomma, è gestito dalla pelle della pianta dei piedi e dai muscoli oculo motori (che ci servono per orientarci nello spazio).

I neuroscienziati ci stanno dimostrando che il nostro sistema posturale può essere riprogrammato: attraverso la pelle e le informazioni esterne mantenute nel tempo, è infatti in grado di cambiare la sua memoria.

Noi abbiamo due memorie: una memoria somato-sensoriale a livello centrale cerebrale e una memoria fasciale.

Condizionando il sistema posturale con delle nuove informazioni provenienti dal basso (cioè dalla pianta del piede) e dall’alto -–correggendo quelli che sono gli errori sugli oculo motori – e mantenendole costanti per un certo lasso di tempo, il sistema è in grado di memorizzarle.

Non c’è alcun dubbio che la coppia pelle muscoli abbia quindi un ruolo centrale nell’assetto posturale globale.

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